Rificolona a Dicomano

Che cos'è

La Rificolona a Dicomano è una vera e propria sfida tra rioni, un pò come il palio di Siena per i Senesi. La gara si svolge per le vie del paese, ed ogni rione può partecipare con un suo "carro", che deve rigorosamente rispettare tutte le regole scritte nel regolamento, ma non solo, le categorie sono ben tre per ogni rione e nell'ordine CARRO GRANDI, CARRO PICCOLI, ADDOBBO, quest'ultimo purtroppo un pò abbandonato a causa delle normative che regolano la parte elettrica non essendo a bassa tensione. Una giuria esterna, con l'ausilio di schede precompilate, per facilitare il compito, dovrà giudicare il vincitore. E come ogni sfida che si rispetti, non sono mai mancate le polemiche, ma come si dice, queste sono proprio il sale della sfida, che ogni anno si ripete il 7 Settembre alle ore 21.00 in occasione della festa religiosa della nascita di Maria madre di Gesù che si celebra il giono dopo, l'otto di settembre, con una messa nella spendida chiesa di Sant'Onofrio.In questa occasione il vincitore dell'anno precedente riporta il palio che rimane nella pinacoteca della chiesa. Questa festa deve tutto al suo fondatore Don Lino Checchi che ci ha lasciato in eredità, dopo molte sfide, infatti anche lui partecipava per il suo rione. Le foto di questa sezione partono dall'anno 2000, anno in cui ho deciso di costruire questo sito web, ma le origini di questa festa risalgono a piu di 40 anni fa. Ogni altra informazione potrai trovarla sul libro che una mia carissima amica, Serena Pinzani, ha scritto in proposito, ripercorrendo la storia fino agli inizi di questa festa, con testimonianze e fotografie.

Curiosità dal Web

Girovagando per internet ho trovato questo piccolo passo di un blog scritto da una persona che non si è firmata, e che presumibilmente ha "vissuto" la nostra Rificolona nell'anno 2002. Leggetelo, capirete quello che gli altri provano vedendo la nostra festa.lo, capirete quello che gli altri provano vedendo la nostra festa.

"Così cantava Lorenzo il Magnifico quando si incontrava con la sua “Brigata”, nelle ville di Careggi e del Mugello. Poi si sa, la vita è fatta di corsi e ricorsi e queste feste dovettero con il tempo “scadere” in qualità e moralità, tant’è che i famosi piagnoni che possiamo paragonare oggi ai cattolici e ai moralisti più ortodossi, cominciarono a dire la loro ed elessero come loro portavoce il monaco domenicano Savonarola. Ma dall’altro lato i palleschi, che erano la fazione favorevole ai Medici, non ne volevano sapere di rinunciare a queste feste e a godersi la vita con feste balli e canti, tanto da contrapporsi l’una fazione all’altra, fino a determinare l’allontanamento dei Medici da un lato e l’uccisione di Savonarola sul rogo, come “eretico” (Lui che era il “castigatore” dei vizi dei fiorentini!). Ma torniamo alla nostra bellissima festa di Dicomano, la festa della Rificolona. Vi dico subito che è stata una festa bellissima, anche se come tutti i grandi attori si è fatta un po’ attendere prima di entrare in scena. E’ giusto così, è necessario creare il “pathos” o la “souspence” che dir si voglia. Io mi ero recato lì già dalle ore 21 (il mio difetto più grande è quello di essere puntuale come un orologio svizzero, e così è mia moglie che mi accompagnava, anche lei contentissima di aver visto questa festa) con la mia telecamerina, pronto a immortalare le “vedute” più suggestive e più spettacolari. Non sapevo esattamente cosa fosse la Rificolona, se non per sentito dire. Dalle 21 alle 21,30 ho ingannato il tempo, osservando e curiosando le persone che si avvicinavano al banchino del “croccantaio” per acquistare un croccante o un torroncino. Poi la mia attenzione si è rivolta verso un gruppo di anziani signori, che erano seduti davanti alla Casa del Popolo e attendevano disciplinati, fra una chiacchera e l’altra l’arrivo del corteo con i carri. Poi la mia attenzione si è rivolta verso i bambini, alcuni piccolissimi che passavano con la rificolona, ancora spenta, tenuti in braccio delle mamme e dei loro babbi. Era una cosa bellissima. Poi improvvisamente un grido di un bambino, dalla faccina molto sveglia, ha annunciato l’arrivo del primo carro in lontananza. Non si può definire se non lo si vede. Era un tripudio di luci di colori e anche di allegria. Ci siamo avvicinati, io e mia moglie, all’incrocio dove i carri voltavano per dirigersi verso la stazione del treno. Abbiamo avuto la fortuna (non per i carri) di poterli vedere con un approccio ravvicinato. Più che vedere, ci siamo “tuffati” in questa festa dai mille colori, l’abbiamo “respirata” e devo dire che è stata una sensazione bellissima. Sì, questa è la festa delle “sensazioni”, una festa che, per la sua semplicità e per la sua gioia ti fa palpitare il cuore. E’ una festa “laica” e “religiosa” allo stesso tempo, per grandi e per piccini, ma soprattutto per questi ultimi. Quello che mi è piaciuto di più è stata la partecipazione “sentita” della popolazione, ma soprattutto dei bambini, bellissima, che cantavano, che urlavano e facevano il tifo per il proprio carro. Mi è piaciuta inoltre la semplicità con la quale questa festa e questi carri sono stati realizzati: sono stati sufficienti due soli carrelli da supermarket per costruire sopra una “favola”, una “mitologia”, una “fontana” di giochi e di colori. Non mi chiedete quale è stato il carro più bello. Per me lo sono stati tutti. Non so neppure chi ha vinto. So appena che il carro della Serena Pinzani, nostra Redattrice capo, aveva un soggetto mitologico realizzato in chiave Walt Disney, tutto qui. Per me non ha vinto un carro, semplicemente hanno vinto i bambini di Dicomano e coloro che, sapientemente, li hanno “seguìti”, passando giorni e notti insonni nella loro realizzazione. Hanno vinto insomma, ancora una volta le persone, l’amicizia, le buone relazioni interpersonali che fanno di un paese una famiglia allargata. Hanno vinto i bambini che con i loro canti, i loro schiamazzi di gioia hanno ricordato ai grandi di esistere e hanno ricordato al paese che essi sono il bene più prezioso, il futuro di Dicomano e non solo."Cordialità"

Orchestra Occasionale di Mattia Nebbiai

Un’orchestra occasionale, ecco cos’è la rificolona. Alla prima convocazione, quasi deserta, il violinista ha male alla spalla, e non ha voglia nemmeno di accordare lo strumento. Non si parli poi del contrabbasso, che dichiara da anni che non suonerà mai più. I clarini hanno mangiato troppo e non riescono a respirare... I timpani sono un po’ assorditi, il direttore non c’è, gli sparititi han perso qualche pagina.Una volta decisa che musica suonare,i primi accordi partono per inerzia, tra le nefaste previsioni di tutti i presenti. Dieci note, una pagina, i primi tre movimenti, e t'accorgi che il violino si è accordato e alla spalla sembra piuma, il contrabbasso sorride e tiene il tempo magicamente, i fiati vanno all’unisiono come cinguettanti canarini. Tutte le note vanno al loro posto, tutto si incastra, si rinnova, si migliora, come se dall’ultima prova fosse passato non un anno, ma appena un giorno, fino alla sera della prima dove ognuno dà tutto quello che può dare. E l’entusiasmo sale alle stelle, ed ora, proprio ora tutta l’orchestra vorrebbe suonare anche domani, anche dopodomani. Ma la festa finisce. Sul più bello. Ed è giusto così. Fino ad un altr’anno quando ognuno si presenterà all’appello con i suddetti malanni, lamentele e nefasti presagi. Nebbiai Mattia